Casaleggio folgorato sulla via di Baccini

Passeggiavo tra i caruggi che scendono verso il porto di Genova con la mia scolaresca, all’epoca ero maestro presso la scuola cantautorale Genovese. I miei alunni erano un po’ indisciplinati ma con gli anni mi avrebbero dato delle belle soddisfazioni. C’era Gino che si sdraiava sempre vicino alle ragazze in spiaggia e quando lo respingevano aveva il vizio di spruzzarsi da solo con la pistola ad acqua ma non faceva mai centro, per fortuna arrivava sempre Luigi ad aiutarlo. C’era poi Bruno ossessionato dagli addominali per farsi venire la tartaruga, pensate che si era fatto costruire un tavolo di legno da Sergio per fare gli esercizi. C’era poi Fabrizio che veniva soprannominato il bombarolo perché faceva sempre gli scherzi ai compagni lanciando bombette sotto le scarpe.
Tornando a noi, tra quelle strade vidi in un angolo due artisti di strada, uno di loro si esibiva con monologo surreale sullo yogurt e la politica inveendo contro tutti, mentre l’altro faceva il saltimbanco su una rete di pescatori e a fine spettacolo girava tra gli spettatori con il cappello a chiedere soldi e se volessero acquistare i DVD.
Rimasi affascinato da questa coppia artistica e, approfittando del fatto che Fabrizio era andando a fare un salto a Via del Campo da una sua amica graziosa, m’intrattenni con il duo.
Fu allora che sfruttai il mio charme per convincere Beppe e Gianroberto a togliersi dalla strada e diventare delle stelle.
Ciao Gianrobby.
Francesco Baccini

Gianroberto Casaleggio
Gianroberto Casaleggio
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