Francesco Baccini e il profeta del goal

Erano gli anni ’70, anni di forti contraddizioni e contrasti sociali. In una delle rare pause dal mio impegno politico con la classe operaia, mi lasciai coinvolgere in una partitella a calcetto tra amici. All’epoca la nostra formazione era Dino Zoff in porta, Cesare Maldini e Enrico Annoni in difesa, Gianni Minà a centrocampo e io in attacco. Quel giorno Gianni aveva invitato a giocare un gruppo di olandesi che era venuto a Cesenatico per assistere ad un mio concerto, con loro c’era un ragazzo con la maglia 14 piuttosto bravino. Purtroppo per loro quella sera ero in uno stato di grazia e feci 12 o 13 gol non ricordo bene. Il più bello fu un’azione corale che terminò con un cross dalla destra di Minà e una mia spaccata al volo di tacco praticamente sulla linea di fondo, beffando Van de Sfroos. Era il 21 dicembre 1973, il giorno dopo quell’olandese avrebbe giocato al Camp Nou nella partita Barcellona – Atletico Madrid, siglando una rete identica alla mia. Ricordo commosso il momento in cui dopo il gol andò davanti la telecamera alzandosi la maglietta e mostrando al mondo la scritta “Grazie Francesco”.
Addio Johan Cruyff, insegna agli angeli quello che ti ho insegnato io.
Francesco Baccini

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