Manuel Agnelli: “I Queen non hanno cambiato la storia della musica”. Non hanno neppure litigato per due ore in TV con Arisa, se è per quello.

Manuel Agnelli: “I Queen non hanno cambiato la storia della musica”. Non hanno neppure litigato per due ore in TV con Arisa, se è per quello.

[gabriele moretti]

Hanno suscitato scalpore le ultime dichiarazione di Manuel Agnelli rilasciate a linkiesta. Il leader degli Afterhours parla non proprio bene dei Queen usando come paragone Lou Reed

“i Queen non hanno cambiato la storia della musica. Sono, anzi ormai erano, quattro talenti straordinari a livello musicale ma non avevano le stesse possibilità di racconto di un Lou Reed, per quanto Lou Reed fosse sicuramente meno dotato a livello musicale. C’è una differenza tra chi ha qualcosa da dire e chi sa come dirlo.”

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poi elogia David Bowie

“David Bowie si è presentato al mondo come messaggero degli alieni, aveva un progetto, un’idea precisa, prima di averne ancora tante altre. In quel periodo storico, in cui a Londra era in atto una grandissima rivoluzione culturale soprattutto dal punto di vista delle libertà sessuali, il suo essere pansessuale raccoglieva un’istanza che gli girava intorno, un’urgenza che la gente avvertiva senza però aver trovato una voce precisa, chiara, per esprimerla pienamente. Ed ecco che arriva Bowie, l’alieno, il messaggero. Perfetto.”

Ma poi torna ad essere spietato parlando dei Duran Duran

“I Duran Duran. Uno dei gruppi che disprezzo di più sono i Duran Duran. Quando ero ragazzo e volevo prendere in giro qualcuno che suonava gli dicevo “Suoni come i Duran Duran”. Ora pare che siano tornati di moda, se ne parla come se fossero stati un gruppo significativo. È inconcepibile: stiamo parlando di un gruppetto di ragazzi che davano più importanza al parrucchiere che ai contenuti. Socialmente hanno rappresentato il vuoto degli anni Ottanta, questo sì, in modo perfetto.”

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Poi alla domanda “cosa ne pensi della musica italiana che gira in questo momento?”, risponde un secco

“Mi fa cagare.”

E riguardo a scena “indie” italiana aggiunge

“Sì, perché non è indie, è musica leggera italiana camuffata da indie solo perché non è prodotta da una major. Quella roba lì, però, non è indie nei contenuti, non è indie nell’attitudine. Ed è un vero peccato che in Italia funzioni così….Qui o sei un tamarro o sei intellettuale, non c’è una via di mezzo. Da noi i Rolling Stones non sarebbero mai nati. Loro sono molto ricercati musicalmente ma allo stesso tempo dei completi debosciati. Per fare il rock’n’roll a certi livelli bisogna essere un po’ ignoranti. In questo periodo di crisi per il nostro Paese, poi, dovremmo tornare ad avere più libertà. Il mood ideale sarebbe: “Possiamo fare quello che vogliamo, tanto non funziona niente”. Invece la musica italiana finto “indie” che gira adesso è praticamente il peggior Venditti. Anzi, è il peggior Venditti fatto male perché lo fa gente che non sa cantare e non sa suonare”

L’intervistatore chiede dei nomi ma lui rispondete seccamente

Tutti. Non c’è nessuno che si salvi veramente.

Ma evidentemente non é cosi’ visto che gli Afterhours saranno sullo stesso palco de Le luci della centrale elettrica a Prato: solo convenienza oppure si é scordato di escludere Vasco Brondi?

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3 commenti su “Manuel Agnelli: “I Queen non hanno cambiato la storia della musica”. Non hanno neppure litigato per due ore in TV con Arisa, se è per quello.

  1. erMaiolica il said:

    io quando devo dire ad un gruppo che suona dimmèrda, gli doco “suonatecome gli afteràuars”

    • Francesco D'Arcangeli il said:

      Sui Duran Duran ha solo ragione. Il nulla assoluto fatto musica. Molto, ma molto più scarsi degli After Hours.

I commenti sono chiusi.