Marco Masini e la cover dei Metallica

Corre l’anno 2001 e Marco Masini è ormai lontano dai fasti di un tempo, quando cantava la rabbia degli adolescenti nei primi anni ’90. Canzoni come Disperato, La voglia di morire, Il giorno dei perdenti, Malinconoia, Ci vorrebbe il mare, Perché lo fai e Vaffanculo, sono ormai un triste, molto triste, ricordo. Dopo aver irrimediabilmente depresso una generazione, il nostro Marco si affaccia al nuovo millennio con il disco Raccontami di te (2000), ma la vera sorpresa arriva nel 2001 quando viene distribuito l’album Uscita di sicurezza.  Torniamo indietro di qualche mese: Marco aveva già pronte 13 canzoni, ma si sa che 13 porta male e lui non voleva certo alimentare le malelingue che lo dipingevano come iettatore. Non volendo rinunciare a nessuna traccia (troppo belle) decide di aggiungerne una. Così pensa tra sé e sé “Ma perché non faccio una bella ‘over dei Metalli’a?” e questa idea, che in principio poteva sembrare uno scherzo, invece si dimostrerà una vera cazzata. Ma Marco adora le sfide e così chiama Bigazzi,

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no, non questo ma Giancarlo Bigazzi (alias Katamar) e insieme scrivono un testo in italiano sulla musica di Nothing else matters dei Metallica e lo intitolano “E chi se ne frega”.

Marco Masini

Il risultato è sorprendente: una delle peggiori cover mai concepite dal genere umano! Una vera e propria milestone delle COVERDEMMERDA.

Ma analizziamo insieme il testo, perché a mio avviso andrebbe fatto studiare in tutte le scuole del mondo.

 

Lo so che il tempo lo sa
Che siamo nascosti qua,
In fuga dalla realtà,
E chi se ne frega.
L’iguana dei passi tuoi,
Il tuo inguine di viva orchidea,
Dove annegano gli occhi miei
E il tempo si ambigua. [E il tempo si ambigua…]

Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,]
Abbracciato a una croce, tu, [abbracciato a una croce, tu,]
Mentre il sole riallaga il blu, [mentre il sole riallaga il blu,]
E chi se ne frega. [e chi se ne frega.]

Voglio quello che vuoi tu, [Voglio quello che vuoi tu,]
Voglio il tempo che non ho [voglio il tempo che non ho]
E l’avrò! [e l’avrò!]

Il tempo ai cani e la polizia,
Spara ansia e dietrologia,
Fa che insegua la nostra scia,
E chi se ne frega. [E chi se ne frega…]

Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,]
Neanche se te ne andassi tu, [neanche se te ne andassi tu,]
Su quest’erba che guarda in su [su quest’erba che guarda in su]
E sembra che prega. [e sembra che prega.]

Voglio quello che tu vuoi, [Voglio quello che tu vuoi,]
Voglio quello che vorrai, [voglio quello che vorrai,]
Voglio vivere di più, [voglio vivere di più,]
Voglio il tempo che non ho [voglio il tempo che non ho]
E l’avrò, sì! [e l’avrò, sì!]

Lo so che il tempo lo sa
Che siamo nascosti qua
E se vuoi ci raggiungerà,
Ma chi se ne frega!

 

Molti studiosi sono stati interpellati per cercare di decifrare questi versi, tra cui il sottoscritto. Secondo la scuola di pensiero a cui appartengo questo testo è intimamente legato alla droga. Non nel senso che si siano drogati per scriverlo, ma che in realtà, dietro l’apparente storia d’amore si nasconda la descrizione di uno stretto e proficuo legame tra Masini e le droghe. Leggendo con attenzione possiamo trovare nella prima strofa dei chiari riferimenti al dilatarsi del tempo tipico effetto dell’assunzione di sostanze psicotrope (me lo hanno raccontato), ma oltre a questo Masini ci spara subito due capolavori: “l’iguana dei passi tuoi” e il primo neologismo “il tempo si ambigua”. Ma il più chiaro riferimento alla droga lo troviamo nei versi “Il tempo ai cani e la polizia, Spara ansia e dietrologia, Fa che insegua la nostra scia, E chi se ne frega”. E nella strofa seguente finalmente l’epifania : “Su quest’erba che guarda in su e sembra che prega”, e allora gli concediamo anche il congiuntivo sbagliato e abbracciamo Masini e Bigazzi, andiamo insieme ad Amsterdam, portatevi anche l’iguana dei passi de chi ve pare e CHI SE NE FREGAAAAAAAAA!!!!!

P.S. A quanto pare ai Metallica piacque il pezzo, o almeno questo è quello che racconta Masini.

 

[Fabio Castaldi]

 

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