Tutto molto originale: fenomenologia di Fabio Rovazzi.

Il 2016, ormai è noto, è stato un anno costellato di lutti artistici, da Umberto Eco a Dario Fo, da Ettore Scola ad Anna Marchesini, e per attenerci all’ambito musicale: David Bowie, Glenn Frey, Paul Kantner, Maurice White, Keith Emerson, Prince, Leonard Cohen, Greg Lake, insomma una vera e propria ecatombe. Ma il 2016 non si è limitato ad entrarci in casa per svaligiarcela portandoci via tutte le cose più care, no, ha voluto farsi beffe di noi facendoci trovare al nostro rientro nella casa vuota un ricordino, una maleodorante e fumante cacata al centro del salotto. Una enorme e mefitica merda impossibile da ignorare, impossibile da sopportare: Fabio Rovazzi.
E dai tempi delle medie sappiamo che l’aggiunta di un valore negativo è in realtà una sottrazione, ecco che allora fra tutte le perdite musicali, l’arrivo deflagrante sulla scena musicale dello youtuber milanese, diventa la perdita artistica più incisiva di quest’anno terribile. Dopotutto la morte di Bowie è un lutto per chiunque lo abbia amato e continui ad amarlo, ma la sua arte resta lì, è l’uomo che non c’è più. Rovazzi invece, forte del doping discografico che lo spinge, ha invaso ogni anfratto dell’etere con le sue (?) creazioni, inquinando in maniera indelebile questo periodo storico.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

 

“Ma Rovazzi è ironico, è simpatico, è originale”.

Certo, è ironico simpatico e originale come lo era Gabriele Cirilli quando strillava in continuazione “Chi è Tatiana?”. La mossa di Rovazzi è stata in effetti proprio questa, passare dal ritornello al tormentone, il tutto su una base in grado di fare presa immediata, tamarra e a suo modo orecchiabile. Ma questi tormentoni come li crea lo youtuber/rapper? Semplice, non li crea. Li prende in prestito dal web, dove tormentoni lo sono già, e quindi non bisogna neanche fare lo sforzo di ficcarli nella testa delle persone. È sufficiente esaltare il conformismo di quelli che vanno a comandare e di quelli che non fanno altro che mostrare il proprio disinteresse sottolineando il cazzo che gliene frega. Wow, bravi, bis. Tormentoni che avevano anche abbastanza rotto il cazzo già prima di essere musicati e lanciati stile bombe a grappolo sulla popolazione inerme.
Bisogna comunque riconoscere a Rovazzi che nel passaggio da Andiamo a comandare a Tutto molto interessante è riuscito a liberare la sua musica anche di quella minima traccia di ironia, presente nel primo brano e del tutto assente nel secondo, dove la banalità trionfa incontrastata, ed ogni pericolo di deriva ironica è eliminato grazia a un sapiente lavoro di riciclaggio che non lascia spazio a dubbi di sorta. A ‘sto punto insieriamoci anche la dab dance a caso, giusto perché Pogba e Dybala sì, e allora anche io, e allora tutti, anche se non sappiamo neanche cosa sia. La filosofia è chiara.

In questo scenario non stupisce che il nostro eroe abbia fatto una comparsata nel video della hit estiva confezionata da altri due campioni quali Gabry Ponte e Danti: Ma che ne sanno i 2000. Un altro tormentone del web ricoperto di plastica musicale per cavalcarne la portata mediatica.

Rovazzi con Danti (chi?) e Gabry Ponte (ancora?): le compagnie le sceglie tutte di qualità

 

A questo punto non è così difficile prevedere le prossime hit dell’amichetto di Fedez e J-Ax:

  • Mai na gioia;
  • Severo ma giusto;
  • Escile;
  • Può accompagnare solo;
  • Friendzonato;
  • Bene ma non benissimo;
  • BUONGIORNISSIMO KAFFEEE;
  • L’ignoranza memorabile (mashup per darsi un tono).

Insomma tante altre perle di inarrivabile originalità ci attendono. Se volete servirvi, la cicuta è sul tavolo.

 

[ninkonanko]

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